Buona la prima?

“Buona giornata”, il “cineuovo” di Pasqua

Sette episodi che raccontano la giornata degli italiani, con i loro vizi e i loro difetti

Prezzo del biglietto: 1 euro, una rilettura in chiave comica, ma anche un po' degradata, dell'Italia di oggi*. Secondo te quanto vale?

Buona giornata”, diretto da Carlo Vanzina che racconta la giornata, dall'alba a quella successiva, dei personaggi tipo dell'Italia di oggi, con i loro vizi e i loro difetti. Dal Christian De Sica che interpreta il nobile caduto in disgrazia al Maurizio Mattioli imprenditore romano arricchitosi evadendo il fisco, dal Paolo Conticini tifoso ultra scaramantico al Vincenzo Salemme notaio napoletano inguaiato in una storia corna, dalla Teresa Mannino manager in carriera trapiantata a Milano al Lino Banfi senatore implicato per corruzione e abuso d'ufficio, fino al Diego Abatantuono trasferitosi in Puglia con una famiglia che lo disprezza.

Un cineuovo di Pasqua ad episodi che si sofferma sugli italiani che di giorno in giorno affrontano i loro problemi, con ottimismo e buonumore. La pellicola non assolve i vizi dei protagonisti ma li accetta senza moralismo e, cercando almeno di far ridere, evidenzia l'arte dell'arrangiarsi dei suddetti personaggi. Le storie si alternano, ognuna con le proprie caratteristiche, dalla località geografica agli usi e costumi delle persone. Un film semplice ma attuale, che fotografa l'Italia del 2012 attraverso la gente comune che la viva quotidianamente.

Piace a: chiunque voglia farsi due risate con le battute di Banfi, De Sica e Abatantuono
Da evitare se: se volete un film con un minimo di trama e serietà
Per restare in tema: qualsiasi cinepanettone e “Benvenuti al Nord”, l'ultima fotografia comica della penisola.
Il sound del film: le sporadiche risate che si sentono in sala durante la proiezione
La citazione: "Anvedi un po' che pago pure le tasse? Che faccio, lavoro, sudo, sgobbo, penso. E che faccio? Ma de che? Con me non passano" (Alberto Dominici/Maurizio Mattioli)

Leggi la scheda di “Buona giornata”

*Prezzo del biglietto: su scala da zero (pessimo) a sette euro (capolavoro) da spendere per la visione di questa pellicola

Keiser Soze

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Keiser Soze
Keiser Soze
Il cinema? Ci siamo conosciuti da piccoli in una sera di mezz’estate, in una vecchia sala all’aperto di una località di mare. Una scena da film insomma. Insieme si è camminato, da compagni di banco fino a diventar colleghi: parole, dette o scritte, tante.
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